domenica 1 giugno 2008

Poesia... Poesie che cambiano una vita
















Quien Muere?
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell`abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle `i`
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all`errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l`incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l`amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Martha Medeiros

A me era arrivata, con una traduzione un pò diversa, via e-mail, con delle foto invernali molto belle, paesaggi innevati e cristalli di ghiaccio come sfondo, e con Pablo Neruda come autore.

Pablo Neruda o Martha Medeiros poco importa, due cose sono essenziali per me: è bellissima e contiene inconfutabili verità!
Per settimane, forse per mesi, mi ha fatto riflettere...

A volte, avvengono enormi cambiamenti nelle nostre vite. Non sempre graditi, non sempre i cambiamenti che noi ci saremmo auspicati e, soprattutto, di cui non percepiamo la gravità e l'entità poichè sono avvenuti in un modo così lento, subdolo e sibillino che noi quasi non ce ne rendiamo conto, non abbiamo coscienza di quanto la nostra vita sia diversa da come l'avremmo voluta, da come l'avevamo immaginata, da come qualcuno di noi aveva avuto anche l'ardire di sognarla. Lentamente ci arrendiamo, ci pieghiamo e ci adattiamo ad una realtà che gli eventi ci hanno imbastito attorno.

Magari anche solo in piccole infinite cose che però, attenzione!, vanno a comporre la trama della nostra vita, perchè almeno che le nostre vite siano davvero avventurose o fatte di eventi e mestieri straordinariamente alternativi e affascinanti... la vita è fatta di piccole cose... e se l'appagamento non arriva anche da quelle...

vivere non è esistere..., sforzo... pazienza... ardente felicità!

ci proviamo, mettiamo in pratica, ma tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il solito mare e per finire cito parole di Charles Bukowsky: "Scrivere poesie non è difficile; è difficile viverle"!!

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