giovedì 29 ottobre 2009

Certe emozioni, alcune immagini, ti cambiano la vita



Ogni cosa che percepiamo con il tatto, il gusto, la vista o anche solo con il pensiero, ha un piccolo effetto su di noi.Certe percezioni - il cinguettio di un uccello che vola accanto alla finestra, un fiore che scorgiamo con la coda dell'occhio - hanno un effetto così infinitesimale che non riusciamo a notarlo.Certe emozioni, come l'esultanza per una vittoria o il dolore per una pena straziante, e alcune immagini, per esempio il tuo volto riflesso negli occhi di un uomo che hai appena pugnalato, rimangono nella galleria segreta e ti cambiano la vita.L'ultima immagine di Anand - da quel momento non lo vidi mai più - mi fece esattamente quell'effetto.Non era la compassione per il mio amico a toccarmi in modo così profondo, anche se comprendevo la sua sofferenza come solo un uomo che ha provato il morso delle catene è in grado di fare.Non era la vergogna, anche se mi vergognavo profondamente di non aver ascoltato Anand quando aveva cercato di parlarmi di Rafiq.Era qualcosa di diverso, un'emozione così anomala che ho impiegato anni per riuscire a rendermene conto: l'invidia.Era l'invidia che aveva fissato quell'immagine nella mia mente. Avevo invidiato Anand quando si era voltato verso la porta e con la testa alta e la schiena dritta era andato ad affrontare interminabili anni di sofferenza.Avevo invidiato la sua pace e il suo coraggio e la sua perfetta comprensione del proprio essere.Khaderbhai una volta mi disse che se invidi qualcuno per i motivi giusti sei a metà strada nel cammino verso la saggezza.Spero si sbagliasse.Spero che la buona invidia porti ben oltre, perchè é passata una vita dal giorno in cui vidi Anand in prigione e ancora invidio la sua quieta comunione con il destino, e la desidero con tutto il mio cuore imperfetto, il mio cuore che continua ad avanzare a fatica lungo una strada impervia.



pag 759-760 di SHANTARAM di G.D. Roberts



Credo che ci siano emozioni, immagini ed incontri che ci cambiano la vita e credo che il nostro cuore imperfetto, continuerà ad avanzare a fatica lungo una strada impervia, nel sentiero che ci conduce alla ricerca della saggezza, fino al nostro ultimo respiro.Iris



sabato 13 dicembre 2008 alle ore 23.29



Nessun commento: