sabato 31 ottobre 2009

Le guerre da SHANTARAM di G.D. Roberts

Immagine tratta dal film Il nemico alle porte di Jean Jeacques Annaud (2000)
Narra le vicende del cecchino russo Vasilji Griegorievic Zaitsev durante la resistenza di Stalingrado
Una storia vera.


Gli uomini fanno le guerre per il profitto o per un ideale, ma le combattono per il territorio e le donne.
Presto o tardi le nobili cause affogano nel sangue e perdono di significato.
Presto o tardi morte e sopravvivenza ottundono i sensi.
Presto o tardi l'unica logica che resta è quella della sopravvivenza e l'unica prospettiva la morte.
Poi, quando i migliori amici muoiono urlando e anche gli uomini migliori, folli di dolore e rabbia, perdono la ragione in un abisso insanguinato, quando tutta la giustizia, la bontà e la bellezza del mondo sono strappate via insieme alle gambe, alle braccia e alle teste di fratelli, figli e padri, allora ciò che continua a spingere gli uomini a combattere e a morire è la volontà di proteggere le donne e la terra.
Capisci che è così quando senti parlare gli uomini nelle ore che precedono la battaglia.
Parlano delle loro case e delle donne che amano. Capisci che è così quando li guardi morire.
Se un soldato in punto di morte è sdraiato al suolo, cerca di affondare le mani nella terra, di afferrarla.Se può, solleva la testa e guarda la montagna, la valle o la pianura.
Se è lontano dalla sua terra pensa alla sua casa, e parla del suo villaggio, o della città in cui è cresciuto.
Negli ultimi momenti di vita la patria è importante.
E alla fine un soldato non inveirà contro chi o cosa l'ha ridotto in quelle condizioni, ma sussurrerà il nome della figlia, della sorella, della moglie, della madre, persino mentre invoca il nome del suo Dio.
La fine è come l'inizio.
Alla fine restano soltanto una donna, e una città.

pag. 931 di SHANTARAM di Gregory David ROBERTS, una storia vera...


martedì 30 dicembre 2008

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