domenica 8 novembre 2009

Purezza, onestà e sincerità da SHANTARAM di G.D. Roberts


Anche se avevo lasciato lo slum, sicuro che non avrei mai più potuto viverci, mi dava sempre un brivido di piacere ritornare in quei luoghi e rivedere la mia piccola baracca.
I pochi stranieri che avevo portato allo slum - e persino gli indiani che erano venuti a trovarmi, come Kavita Singh e Vikram - inorridivano vedendo quel posto, ed erano sconvolti all'idea che avessi potuto viverci per tanto tempo. Non riuscivano a capire che quando vivevo nello slum sentivo la necessità di dimenticare me stesso, d'immergermi in uno stile di vita semplice e povero che però era ricco di altre qualità: rispetto, amore, comunione con il mare sterminato di cuori umani che viveva attorno a me.
I miei amici non potevano capire cosa intendevo quando parlavo loro della "purezza" dello slum, perchè guardandosi intorno vedevano solo miseria e sporcizia, non vedevano la purezza.Ma non avevano vissuto in quel luogo miracoloso, e non avevano imparato che per sopravvivere in quel miscuglio caotico di speranza e sofferenza la gente doveva essere onesta in modo scrupoloso, quasi struggente.
Era quella la fonte della loro purezza: nello slum era indispensabile essere rigorosamente "onesti e sinceri".

pag. 1117 e 1118 di SHANTARAM di Gregory David ROBERTS


giovedì 22 gennaio 2009

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