lunedì 30 novembre 2009

A proposito di viaggi: Della geografia come rimedio - Luigi PIRANDELLO

Tappeto tessuto a mano di lana di cammello acquistato a
Marsa Alam, Egitto - Mag 2009


Ho veduto e respirato tutto, ma proprio tutto. Ero stato in quel tempo nell'isola di Giamaica dove sono le montagne Azzurre, dove dal lato di tramontana le spiagge si innalzano fino a congiungersi con dolce pendio delle colline, separate da valli spaziose piene di sole e ogni vallata ha il suo ruscello, ogni collina la sua cascata. Avevo veduto sotto le acque chiare le mura delle case della città di Porto Reale, sprofondate nel mare da un terribile terremoto; le piantagioni dello zucchero e del caffè, del grano d'India e della Guinea; le foreste delle montagne; avevo sentito e respirato con indicibile conforto il tanfo caldo e grasso del letame nelle grandi stalle degli allevatori; ma proprio sentito e respirato, ma proprio veduto tutto col sole che è la sulle praterie, con gli uomini e i ragazzi come sono là, che portano con le ceste e rovesciano sugli spiazzi assolati il raccolto del caffè ad asciugare; con la certezza precisa e tangibile che tutto questo era vero in quella parte così lontana del mondo. Così vero da sentirlo e da opporlo come una realtà altrettanto viva a quella che mi circondava là nella camera di mia madre moribonda.

Ecco, nient'altro che questa certezza d'una realtà di vita altrove, lontana e diversa, da contrapporre volta per volta alla realtà presente che opprime. Ma così, senza nessun nesso, neppure di contrasto; senza alcuna intenzione, come una cosa che è perchè è e che voi non potete fare a meno che sia.


Luigi PIRANDELLO


giovedì 2 luglio 2009

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