domenica 1 maggio 2011

L'anima e l'amore - PLATONE



L'anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e,

non sapendo che fare,

smania e fuor di sè non trova sonno di notte nè riposo di giorno,

ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza.

E appena l'ha riguardato,

invasa dall'onda del desiderio amoroso,

le si sciolgono i canali ostruiti:

essa prende respiro,

si riposa delle trafitture e degli affanni,

e di nuovo gode, per il momento almeno,

questo soavissimo piacere (...)

Perchè, oltre a venerare colui che possiede la bellezza,

ha scoperto in lui l'unico medico

dei suoi dolorosi affanni.

Questo patimento dell'anima,

mio bell'amico a cui sto parlando,

è ciò che gli uomini chiamano amore.


PLATONE


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