domenica 18 marzo 2012

Mi batteva il cuore; svelto a cavallo! Johann Wolfgang GOETHE






Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!


E via! Con l'impeto dell'eroe in battaglia.


La sera cullava già la terra,e sui monti si posava la notte;


se ne stava vestita di nebbia la quercia,


gigantesca guardiana, là


dove la tenebre dai cespugli


con cento occhi neri guardava.




Da un cumulo di nubi la luna


sbucava assonnata tra le nebbie;


i venti agitavano le ali sommesse,


sibilavano orridi al mio orecchio;


la notte generava migliaia di mostri,


ma io mille volte più coraggio avevo;


il mio spirito era un fuoco ardente,


il mio cuore intero una brace.




Ti vidi, e una mite gioia


passò dal tuo dolce sguardo su di me;


fu tutto per te il mio cuore,


fu tuo ogni mio respiro.


Una rosea primavera


colorava l'adorabile volto,


e tenerezza per me, o numi,


m'attendevo, ma meriti non avevo.




L'addio, invece, mesto e penoso.


Dai tuoi occhi parlava il cuore;


nei tuoi baci quanto amore,


oh che delizia, e che dolore!




Partisti, e io restai, guardando a terra,


guardando te che andavi, con umido sguardo;


eppure, che gioia essere amati,


e amare, o numi, che gioia!






Johann Wolfgang GOETHE


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