Per condividere cose che a me sono parse belle. :-). Argomento Principe, l'Amore, in tutte le sue mille sfaccettature, forme e modi di manifestarsi. "BLOG DI SOLA LETTURA, CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON OMONIMIE ALTROVE." Le fotografie - dove non diversamente indicato - sono mie.

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venerdì 24 dicembre 2021

Tra le persone amo l'estremista - Khalil Gibran


 Tra le persone amo l'estremista.
Amo coloro che sono capaci di scendere fino alle profondità della vita e di salire fino alle sue elevatezze.
Amo coloro che desiderano con tutta l'anima raggiungere una meta precisa e non si fermano titubanti a scegliere tra due direzioni opposte.
Amo le anime dotate di una volontà precisa ed immutabile, ed amo gli spiriti semplici che per carattere non accettano le montature e le divisioni.
Amo gli estremisti che fremono a causa del loro ardore e che sono inquieti e in balìa delle passioni.
Essi perseguono un solo principio e sono perciò estranei alla guerra che si scatena tra i diversi principi.
Amo coloro che ripudiano il miscuglio confusionario delle idee per dedicarsi ad una sola, prima ed astratta idea che li fa sollevare al di sopra delle nuvole e li fa sprofondare fino agli abissi marini.
Dopo aver osservato i moderati, aver pesato le loro intenzioni con la bilancia e aver misurato i loro fatti con il metro, posso affermare che sono dei vili che considerano un re il giusto diritto e un demone le cose futili. Essi si nascondono dietro le credenze e le regole che non servono, anche se non recano alcun male.
Essi percorrono strade semplici che li conducono verso l'arido deserto disabitato della retta via e dello smarrimento, lontano dalla felicità e dalla miseria.
La vita è un'estate incantata dal caldo delle sue nostalgie ed un inverno esaltato dalla violenza delle sue tempeste.
Chi cerca di essere moderato e di rendere tranquilla la propria vita, installando porte e aria condizionata per porsi al riparo dal caldo dell'estate e dal freddo dell'inverno, condurrà un'esistenza senza orgoglio nè bellezza e le sue notti non possiederanno magia, nè sogni. Ed egli sarà più vicino ai morti che ai viventi.
No, sarà come coloro che sono in agonia, coloro che non esalano l'ultimo respiro per riposare nelle viscere della terra e neppure vivono per camminare sotto la luce del Sole.
Chi è moderato nella fede rimarrà fermo, in piedi, titubante tra la paura di essere punito e il desiderio di pentirsi e avere il Paradiso.
Se cammina nella processione dei credenti. si appoggia al bastone annodato e si genuflette per pregare, la sua idea si alza per deridere i suoi fatti.
E chi è moderato nell'amore non beve dalle coppe cristalline né la sua fredda dolcezza, né la sua calda amarezza, ma piuttosto bagna le labbra con una disgustosa spremuta distillata negli stagni della debolezza.
E chi è moderato nel sostenere il male oppure il bene, non sconfigge il male né rafforza il bene, ma si accontenta di proteggere ciò che ancora scorre dai suoi stagnanti sentimenti. Egli spende la sua vita sulla spiaggia dei desideri. E' un pietrificato che non sa quando finisce la vita e quando inizia la bassa marea.
E chi è moderato nel desiderare moderati incarichi, non può raggiungerli, ma può solo ricoprire la buccia delle sue brame con una vernice trasparente che, una volta essicata, sarà cancellata dalla brezza del vento o da un'onda di luce. E chi è moderato nella sua ricerca della libertà, vedrà solo le ombre dei suoi piedi tra le colline e i pendii, poiché la libertà è come la vita e non rallenta per permettere ad uno zoppo oppure ad un handicappato inchiodato su una sedia a rotelle di raggiungerla.
Solo l'estremista renderà la propria vita lunga, dignitosa e colma di pace, d'amore e libertà.
Ho sentito dei moderati incapaci che dicevano: "Sapersi accontentare è un tesoro che non sparirà". e la mia anima li ha odiati e li ha allontanati pensando: "Come possono le scimmie trasformarsi in esseri umani e i nani tramutarsi in giganti ed essere contenti e convinti della loro debolezza e della loro futilità?"
E ho sentito le scimmie e i nani esclamare: "La testa della virtù è la moderazione". Il mio spirito si è allora voltato nella direzione opposta ed ha proferito: "Possono per caso queste creature raggiungere la verità dei fatti se guardano solo a metà? I fatti non hanno forse teste e code?". E ho sentito coloro che hanno menti paralizzate dire: "Un uccello nella mano è meglio di dieci su un ramo". E il mio spirito si è stancato di loro e si è infuriato: "Questi pigri non meritano di avere neppure la metà di un uccello finché faranno lenire i loro piedi correndo dietro a dieci uccelli: Non è vero che la corsa dietro gli stormi è una fatica della vita. Essa è l'intenzione della vita. Essa è la stessa vita".
Tra le persone amo gli estremisti.
Amo colui che è stato crocifisso dai moderati. 
Ma appena questi ha mosso il collo e ha chiuso gli occhi, uno ha detto all'altro: "Ci siamo liberati dell'estremista e delle sue preoccupazioni". Essi non sanno che in quell'ora il suo spirito cammina altero e vittorioso sulle nazioni e sulle generazioni.
Amo chi ha abbandonato il Sultano di suo padre ed il suo scettro. Ed ha cambiato la seta con il lino e la vanità con l'umiliazione facendosi guidare dall'ispirazione e dal desiderio.
I moderati hanno cercato di umiliarlo e l'hanno considerato uno strano.
Le sue dita cercano di raccogliere ciò che appare dell'esistenza, ma anche ciò che è celato.
Amo i martiri che si sacrificano con il cuore e l'anima per la sublime libertà e che considerano tutte le altre cose piccole, senza valore né significato.
Amo coloro che sono stati bruciati, lapidati con la pietra, ghigliottinati o hanno avuto la testa mozzata dalle fendenti spade per una sola idea che dominava le loro menti oppure per un sentimento che accendeva i loro cuori.
Tra le persone amo gli estremisti.
Ho alzato la coppa e l'ho sfiorata con le mie labbra solo per gustare il sapore del loro sangue e delle loro lacrime.
Ho guardato dalla mia finestra verso lo spazio infinito solo per vedere le loro facce Ed ho ascoltato l'ira del vento solo per sentire i loro canti ed inni di gioia.

Khalil Gibran



venerdì 10 luglio 2020

Il diamante: caratteristiche, mitologia e significati - EvaKant63




Prima di tutto, va detto che il diamante nella mitologia evidenzia come, a seconda delle popolazioni e delle culture, questa pietra avesse un significato diverso e al contempo complementare.
Si pensi ad esempio alla tradizione indoeuropea, per la quale l’etimologia del termine “diamante” viene ricondotta al significato di “splendente cielo”, oppure alla mitologia greca per la quale la pietra aveva il significato di “indomabile”, “invincibile”, o ancora alla tradizione dei Nativi Americani, per i quali il termine “azira”, che identificava il diamante, era sinonimo di “indistruttibile”.
Come è evidente, da quasi tutte queste origini etimologiche risulta chiaro che la prima peculiarità del diamante universalmente notata sia stata la sua resistenza, seguita dalla sua capacità di risplendere al buio.
Da un punto di vista simbolico, la presenza del diamante nella mitologia ne sottolinea nuovamente le caratteristiche di resistenza e resilienza, di luce e brillantezza, e le accosta ai valori più alti in termini sia morali che intellettuali. In pratica, mitologicamente parlando il diamante è sinonimo di forza spirituale, di grandezza e di perfezione assoluta.
Si narra, non a caso, che chiunque possieda un diamante sia automaticamente protetto da sciagure e da malattie, così come dagli incubi notturni. Tuttavia, perché possa scatenare il suo influsso benevolo il diamante deve giungere nelle mani del suo proprietario in modo retto, pacifico e onesto. Diversamente, i suoi effetti potrebbero rivelarsi nefasti!
Il diamante, nel corso della storia e della mitologia, è stato anche investito di proprietà magiche e proprio per questo rappresenterebbe un potentissimo talismano dalle marcate capacità curative. Addirittura, gli antichi cinesi ritenevano che avesse particolari qualità prodigiose se indossato da ospiti stranieri, mentre gli antichi greci pensavano che i diamanti altro non fossero che frammenti di stelle caduti sulla Terra. Nella tradizione ebraica, (...).
Riconducendo il diamante agli dei classici, ci ritroviamo poi di fronte nuovamente a una simbologia poderosa, che vede questa pietra associata all’immagine della dea Venere. La dea romana, equivalente della dea greca Afrodite, ha sempre rappresentato l’amore, la bellezza e la fertilità, ma anche l’onestà e la virtù. (...)
In ogni caso, neppure con l’avvento del Medioevo la mitologia legata al diamante scomparve e, per lunghissimi secoli, questa pietra continuò ad essere associata alla forza, all’invulnerabilità e al coraggio: si riteneva inoltre che avvisasse dei pericoli incombenti chiunque lo indossasse e che ne purificasse il carattere.
Diversa è, invece, la considerazione mitologica del diamante in India, dove da sempre è ritenuto la pietra da meditazione per antonomasia. Tuttavia, anche in questa cultura il diamante era ritenuto in grado di garantire la vittoria a chiunque lo indossasse in battaglia se veniva montato su un anello di platino o di argento.
Riassumendo, dunque, se scientificamente è vero che il diamante abbia la capacità di riflettere e scomporre la luce con forza maggiore rispetto a tutti gli altri corpi trasparenti, (...).
Il diamante che, per sua composizione, brilla tra le tenebre lacera di fatto l’oscurità e l’illumina, ed è dunque virtuoso nella sua essenza, riuscendo giocoforza a trasmettere positività anche a chi lo possiede.


Fonte:








Bello, romantico che in un'unione sia l'auspicio per un Amore indistruttibile. ❤


mercoledì 17 giugno 2020

L'amore al tramonto - Adolfo De Bosis





Talor, sognando, mi raccolgo anch'io

Sopra la cima d'un ridente clivo,

In una villa tacita, e là vivo

Solo con te, le mie memorie e Dio.


In questo nido solitario e pio

Riposa il nostro cor, del mondo schivo:

Tu governi la casa, io penso e scrivo;

Io sempre nel tuo core e tu nel mio.


Così trascorre sino all'ultima ora

Il nostro dolce amore al mondo ascoso,

E il tramonto è più bello dell'aurora;


Tu chini il capo bianco e vacillante

Sul fido petto del tuo vecchio sposo,

Ed io palpito ancor come un amante.




Adolfo De Bosis
1863-1924