mercoledì 2 dicembre 2009

K. GIBRAN Solo la mano della vita, la mano di Dio, può contenere i nostri cuori

Una pulsar, nome che stava originariamente per sorgente radio pulsante, non è altro che una stella di neutroni, ossia è costituita da un numero di neutroni 20 volte più alto dei protoni. La caratteristica più impressionante delle pulsar è la loro densità: si tratta infatti di stelle del diametro di poche decine di chilometri ma dense come il nostro Sole. Il moto di questi straordinari corpi celesti, vorticoso e frenetico, è caratterizzato dal disallineamento tra l’asse di rotazione e l’asse del campo magnetico che produce un fascio di radiazioni, emesso dai poli magnetici, generalmente separati dai poli di rotazione, di un angolo talvolta parecchio ampio. Questo angolo rende il comportamento dei fasci di radiazioni emessi dalle pulsar, molto simile a quello di un faro nella notte.
Di recente il telescopio spaziale della NASA, Chandra, ha fotografato il flusso delle particelle generate dalla pulsar più potente della Via Lattea, PSR B1509-58, che vista la sua particolare forma, è stata battezzata “La mano di Dio”.

L’immagine è davvero suggestiva: la rotazione di PSR B1509-58 rilascia nello spazio circostante ingenti quantità di ioni ed elettroni, i quali, interagendo con la materia dello spazio circostante, producono raggi X. Lo stupendo effetto dell’immagine è frutto della diversa colorazione data da Chandra alle zone meno energetiche (rosse), a quelle di intensità media (verdi) e a quelle di intensità massima (blu).

PSR B1509-58 è distante 17.000 anni luce dalla Terra.

Luxor, Tempio di K
arnak - Egitto Mag 09

















Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.

Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.

E insieme nella silenziosa memoria di Dio.

Ma vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore. Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benchè vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro, poichè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini, le colonne del tempio si ergano distanti.

E la quercia e il cipresso non crescano l'uno all'ombra dell'altro.


Kahlil GIBRAN


Luxor, Tempio di Karnak, Egitto Mag 2009

31 agosto 2009

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