Si accostò a Gesù uno degli scrivi e gli domandò:
"Qual'e' il primo di tutti i comandamenti? (Mc. 12,28)
Uno scriba interrogò Gesù, facendosi voce di tutti noi che cerchiamo di capire meglio che cosa ci chiede il Signore.
Come a dire: cos'è che rende felice l'uomo?
Cosa, tra le molte proposte che intasano la nostra prospettiva di vita, è veramente la chiave di volta della nostra esistenza?
La risposta, conosciuta, è tutto meno che scontata: ama.
Ama e scopriti amato, ama e lasciati avvolgere da un amore che ha radici profonde, che trova la sua sorgente in Dio, ama e fa della tua vita un dono d'amore.
Ecco il primo dei comandamenti, ecco ciò che veramente può liberare il grido di gioia del nostro "io" più profondo.
E la risposta di Gesù raggiunge, straordinariamente, le aspirazioni più vere e profonde dell'uomo.
Ma a questa risposta va aggiunta una riflessione.
Potremmo dire: in cosa consiste l'amore?
Se l'amore è la dimensione più vera della vita, perché facciamo così fatica a viverlo?
Perché possiamo amare male o con ambiguità o con possesso, così da tradurre una melodia in un accento stridulo che ci ferisce profondamente?
Che il Signore ci accordi di amare come lui ci ha amati: col cuore e con la volontà, desiderando il bene dell'altro, senza possesso, né egoismo.
Mettiamoci alla scuola dell'amore del Maestro Gesù.
"Qual'e' il primo di tutti i comandamenti? (Mc. 12,28)
Uno scriba interrogò Gesù, facendosi voce di tutti noi che cerchiamo di capire meglio che cosa ci chiede il Signore.
Come a dire: cos'è che rende felice l'uomo?
Cosa, tra le molte proposte che intasano la nostra prospettiva di vita, è veramente la chiave di volta della nostra esistenza?
La risposta, conosciuta, è tutto meno che scontata: ama.
Ama e scopriti amato, ama e lasciati avvolgere da un amore che ha radici profonde, che trova la sua sorgente in Dio, ama e fa della tua vita un dono d'amore.
Ecco il primo dei comandamenti, ecco ciò che veramente può liberare il grido di gioia del nostro "io" più profondo.
E la risposta di Gesù raggiunge, straordinariamente, le aspirazioni più vere e profonde dell'uomo.
Ma a questa risposta va aggiunta una riflessione.
Potremmo dire: in cosa consiste l'amore?
Se l'amore è la dimensione più vera della vita, perché facciamo così fatica a viverlo?
Perché possiamo amare male o con ambiguità o con possesso, così da tradurre una melodia in un accento stridulo che ci ferisce profondamente?
Che il Signore ci accordi di amare come lui ci ha amati: col cuore e con la volontà, desiderando il bene dell'altro, senza possesso, né egoismo.
Mettiamoci alla scuola dell'amore del Maestro Gesù.
Don Franco Alocci
Schegge e scintille
Schegge e scintille
Marzo 2012
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