Per condividere cose che a me sono parse belle. :-). Argomento Principe, l'Amore, in tutte le sue mille sfaccettature, forme e modi di manifestarsi. "BLOG DI SOLA LETTURA, CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON OMONIMIE ALTROVE." Le fotografie - dove non diversamente indicato - sono mie.

lunedì 28 settembre 2020

Amor, che m'envocasti - Raffaello Sanzio

 


Amor, che m'envocasti con doi lumi

de doi beli occhi dov'io me strugo e (s)face,

da bianca neve e da rosa vivace,

da un bel parlar in donnessi costumi.


Tal che tanto ardo, ch(e) né mar né fiumi

spegner potrian quel foco; ma non mi spiace,

poiché 'l mio ardor tanto di ben mi face,

ch'ardendo onion piud'arder me consu(mi).


Quanto fu dolce el giogo e la catena

de' tuoi candidi braci al col mio vòl(ti)

che sogliendomi, io sento mortal pen(a).


D'altre cose io non dico, che for m(olti)

ché soperchia docenza a mo(r)te men(a)

e però tacio, a te i pens(er) rivolti.


Raffaello Sanzio

Primo Sonetto


Amore,

che mi hai adescato con la luce di due occhi belli,

al cospetto dei quali io mi struggo,

con una pelle a tratti candida come la neve,

a tratti colore di rosa vivace,

col il tuo bel modo femminile di parlare.


Tanto ardo, che né mare né fiumi

potrebbero spegnere quel fuoco;

ma ciò non mi spiace,

perché il mio ardore mi dà una soave voluttà,

che sempre più ardendo, mi consuma.


Quanto fu dolce il giogo e la catena

delle tue candide braccia strette al mio collo!

Sciogliendomi dall'abbraccio

io sento una pena mortale.


D'altre cose non dico, che sarebbero molte,

perché parlare di tutto questo

potrebbe avere gravi conseguenze,

e perciò taccio i pensieri a te rivolti.